La scelta della sede è uno dei passaggi fondamentali per avviare un'attività. In Italia, la regione e la città in cui avvii la tua attività influiscono sulle tue prospettive finanziarie. Le varie strutture fiscali e il costo della vita possono far aumentare o diminuire i tuoi costi operativi. Anche le dimensioni del mercato hanno la propria importanza. In una città più piccola, la tua attività potrebbe essere un pesce grosso in un piccolo stagno, con costi generali più bassi, maggiori possibilità di successo e rapporti più solidi con i clienti. D'altra parte, le città più grandi tendono ad avere una clientela più eterogenea e un bacino di talenti più ampio.
Ma non bisogna considerare solo i fattori economici: avere un legame con la città in cui vivi e gestisci la tua attività è sicuramente d'aiuto.
Ad esempio, Jonathan Grahm, fondatore e amministratore delegato della Compartés Chocolates con sede a Los Angeles, attribuisce alla città il merito di aver influenzato il marchio e il packaging della sua azienda. “Mi ispiro a tutto ciò che mi circonda”, dice Jonathan su un episodio Shopify Masters. “Abbiamo un mix fantastico di ingredienti, sapori, ristoranti, arte e moda: tutte queste cose si fondono insieme, con il cioccolato che fa da tela, ma in realtà la storia che sto raccontando è proprio quella di Los Angeles.”
Cosa tenere in considerazione quando si sceglie una città in Italia per avviare un'attività
- Costo della vita
- Pressione fiscale e agevolazioni
- Cultura imprenditoriale
- Forza lavoro
- Tasso di sopravvivenza
Mentre un negozio di noleggio sci o una cantina potrebbero avere poche opzioni per quanto riguarda la sede, le startup di ecommerce hanno più flessibilità quando si tratta di scegliere la città in cui stabilirsi. Se hai la libertà di scegliere dove stabilirti, ecco alcuni fattori da tenere in considerazione:
Costo della vita
Un costo della vita più basso spesso comporta costi operativi inferiori, come l'affitto dei magazzini, le utenze, le scorte e gli stipendi. Gli indicatori del costo della vita includono:
Crescita del prodotto interno lordo (PIL)
Il PIL misura il valore dei beni e dei servizi prodotti per essere venduti in un determinato mercato e può indicare la forza di un'economia. Il tasso di crescita del PIL nel tempo può indicare che l'economia di una città sta crescendo a un ritmo costante, il che suggerisce una crescita solida in grado di sostenere un'attività commerciale.
Indici del costo della vita
Questi indici offrono una visione più dettagliata di quanto costa mantenere un certo tenore di vita nelle diverse città. L’ISTAT pubblica periodicamente l’Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie, utilizzato per adeguare periodicamente tutte le spese che impattano la classe operaia.
Reddito mediano
Il reddito mediano può darti un'idea del potere d'acquisto della tua potenziale clientela, indicando quanto alto può essere uno stipendio in una determinata città.
Disoccupazione
Alti tassi di disoccupazione sono spesso indice di un'economia in difficoltà. Con meno persone che lavorano, la gente in generale tende a evitare di spendere soldi. D'altra parte, un alto tasso di disoccupazione significa anche che c'è una forza lavoro disponibile più ampia, il che può offrire delle opportunità ai datori di lavoro.
Pressione fiscale e agevolazioni
In Italia, ogni regione ha un peso fiscale locale diverso in base alle esigenze della Regione stessa, che è anche quella che, insieme allo Stato, si occupa di offrire agevolazioni fiscali e incentivi ai propri cittadini che fanno impresa.
Ad esempio, in Val d’Aosta si richiede in media circa il 3% del reddito disponibile di ogni famiglia, mentre in Campania si arriva al oltre il 21,8% del reddito disponibile. Per sapere le varie aliquote addizionali applicate in ogni regione, si può visitare la pagina dedicata del Ministero delle Finanze.
A seconda del tipo di attività che apri, potresti anche voler considerare l'impatto che le imposte locali sugli immobili e le imposte sulle vendite avranno sui tuoi costi operativi.
Cultura imprenditoriale
Le piccole imprese e gli imprenditori sono motori fondamentali dell'economia italiana: creano nuovi posti di lavoro e stimolano quel tipo di concorrenza che ispira l'innovazione e offre ai consumatori prodotti di alta qualità. Il numero di nuove richieste di registrazione di imprese che una città riceve può indicare un contesto imprenditoriale favorevole agli aspiranti imprenditori. Analizzare l'andamento del numero di richieste nel corso del tempo può indicare se l'economia e la cultura imprenditoriale di una città sono in crescita e se continuerà a essere un buon posto dove avviare un'attività.
Forza lavoro
Non solo una forza lavoro numerosa è spesso indice di un'economia solida, ma può anche fornire alle nuove imprese un bacino di manodopera consistente. Questo può ridurre i costi di assunzione eliminando le costose attività di selezione del personale.
Avere a disposizione lavoratori qualificati è importante tanto quanto disporre di una forza lavoro numerosa, soprattutto in settori come l'ecommerce, che richiedono dipendenti con competenze in sviluppo web, analisi dei dati, programmazione, SEO e copywriting. Le città universitarie e i centri con una o più università sono poli di attrazione per i lavoratori di talento, compresi i neolaureati.
Tasso di sopravvivenza
Secondo i dati dell'ISTAT del 2023, le piccole imprese in Italia superano il primo anno di attività ma poi hanno un tasso di sopravvivenza in calo dopo il terzo anno di attività. Lo strumento di InfoCamere Movimprese può essere una buona fonte per farsi un’idea sulla natalità e mortalità delle aziende italiane registrate a fine periodo per ogni regione, città, o a livello nazionale.
Le 10 migliori città dove avviare un'attività
- Milano, Lombardia
- Roma, Lazio
- Torino, Piemonte
- Firenze, Toscana
- Bologna, Emilia-Romagna
- Napoli, Campania
- Padova, Veneto
- Verona, Veneto
- Catania, Sicilia
- Trento, Trentino Alto Adige
Scegliere la città migliore in cui avviare la tua attività è una decisione strategica che dipende dalle esigenze e dagli obiettivi della tua azienda. Scopri come si posizionano queste 10 famose città italiane rispetto ai fattori sopra elencati:
|
Città |
Crescita economica (PIL locale) |
Costo della vita (vs media IT) |
Reddito medio annuo |
Disoccupazione |
Crescita imprenditoriale (startup/PMI) |
Sopravvivenza imprese (3 anni) |
Forza lavoro |
Laureati (%) |
Tassazione locale (IRAP/regionali) |
|
Milano |
Alta (+3–5% area lombarda) |
+25–30% |
~32.000€ |
~5% |
Molto alta (hub startup) |
Alta (~65%) |
Molto ampia |
~40% |
Media |
|
Roma |
Media (+2–3%) |
+15–20% |
~28.000€ |
~8% |
Alta |
Media (~60%) |
Molto ampia |
~35% |
Media |
|
Torino |
Media |
+5–10% |
~27.000€ |
~7% |
Media-alta (innovazione) |
Media (~58%) |
Ampia |
~30% |
Media |
|
Firenze |
Media |
+15% |
~26.000€ |
~6% |
Media (artigianato/turismo) |
Media-alta |
Media |
~32% |
Media |
|
Bologna |
Alta |
+10–15% |
~30.000€ |
~4–5% |
Alta (università + imprese) |
Alta (~63%) |
Ampia |
~38% |
Media |
|
Napoli |
Bassa-media |
-10% |
~20.000€ |
~15% |
Media (in crescita) |
Bassa (~50%) |
Molto ampia |
~25% |
Media |
|
Padova |
Media-alta |
+5–10% |
~29.000€ |
~5% |
Alta (PMI e ricerca) |
Alta |
Media |
~35% |
Media |
|
Verona |
Media |
+5–10% |
~28.000€ |
~5% |
Media |
Media-alta |
Media |
~30% |
Media |
|
Catania |
Bassa-media |
-15% |
~19.000€ |
~12% |
Media (tech emergente) |
Bassa (~48%) |
Media |
~28% |
Media |
|
Trento |
Alta |
+10–15% |
~31.000€ |
~4% |
Alta (innovazione pubblica) |
Alta (~65%) |
Piccola ma qualificata |
~40% |
Media-bassa |
Milano, Lombardia
Milano è il principale hub economico italiano, con una crescita costante e un ecosistema imprenditoriale tra i più sviluppati in Europa. L’elevato costo della vita comporta costi operativi più alti, ma è compensato da un reddito medio elevato e da un forte potere d’acquisto. La disoccupazione bassa e in calo (5,5%) e una forza lavoro altamente qualificata rendono facile trovare talenti, mentre l’alta densità di startup indica una cultura imprenditoriale molto attiva.
Roma, Lazio
Roma offre uno dei mercati più grandi d’Italia, con una domanda interna ampia e diversificata. Il costo della vita è medio-alto, ma inferiore a Milano, mentre il reddito medio e l’occupazione sono più variabili. La crescita imprenditoriale è sostenuta, anche se meno dinamica rispetto al Nord. È la città perfetta per chi punta su volume di mercato e servizi, più che su innovazione pura.
Torino, Piemonte
Torino sta vivendo una trasformazione da città industriale a polo innovativo, con crescita stabile e costi più contenuti. Il mercato è meno dinamico rispetto alle grandi metropoli, ma offre una buona disponibilità di competenze tecniche e ingegneristiche. È ideale per attività che vogliono ridurre i costi mantenendo competenze elevate.
Firenze, Toscana
Firenze combina un’economia stabile con una forte vocazione internazionale legata al turismo e al lusso. Il costo della vita è relativamente alto rispetto alla dimensione della città, ma compensato da un pubblico con elevato potere di spesa. È sicuramente ottima per attività legate a turismo, artigianato e prodotti premium, come l’alta moda.
Bologna, Emilia-Romagna
Bologna è una delle città più equilibrate in Italia: economia solida, disoccupazione bassa e alta concentrazione di laureati. Il costo della vita è medio, mentre l’ecosistema imprenditoriale è sostenuto dall’università e dal tessuto industriale. La città presenta sicuramente un’alta sopravvivenza delle imprese e un buon equilibrio fra costi e opportunità.
Napoli, Campania
Napoli presenta costi di vita e di avvio molto bassi, ma anche un contesto economico più fragile. La disoccupazione elevata indica sia minore domanda sia ampia disponibilità di manodopera. L’ecosistema imprenditoriale è in crescita ma ancora limitato. È ideale per chi punta su costi più bassi e mercati locali, ma con maggiore rischio impreditoriale in termini di sopravvivenza nel lungo termine.
Padova, Veneto
Padova beneficia di un forte tessuto di PMI e della presenza universitaria, con una crescita stabile e buona disponibilità di competenze. I costi sono medi e la qualità della forza lavoro è elevata. È perfetta per startup innovative e imprese manifatturiere scalabili.
Verona, Veneto
Verona si distingue per la sua posizione strategica e per un’economia legata a logistica, commercio e turismo. Il costo della vita è medio e il mercato è stabile, anche se meno innovativo rispetto ad altre città. Potrebbe essre la candidata per attività di logistica, retail ed ecommerce.
Catania, Sicilia
Catania offre costi molto bassi e una crescente scena tecnologica locale. Tuttavia, la crescita economica è più lenta e l’accesso a capitali limitato. La disoccupazione elevata riflette un mercato meno dinamico. Nell’aprile 2026, la Regione Sicilia ha pubblicato la misura per il “South Working”, iniziativa pensata per trattenere i talenti siciliani sull’isola e attrarne di nuovi: questo incentivo prevede lo svolgimente delle presetazioni in “Sicilia in modalità prevalentemente agile, per almeno 5 anni, con presenza nei locali aziendali non oltre il 20% dei giorni lavorativi annui. La dotazione complessiva è pari a 18 milioni di euro all’anno fino al 2028”.
Potrebbe essere la città perfetta per startup che vogliono minimizzare i costi iniziali, ma anche per espandere la tua attività verso nuovi orizzonti.
Trento, Trentino-Alto Adige
Trento combina alta qualità della vita, economia solida e forte supporto pubblico all’innovazione. Il costo della vita è medio-alto, ma compensato da un alto livello di istruzione e da una forza lavoro qualificata.
Migliori città per aprire impresa: domande frequenti
Qual è la città migliore per avviare un’impresa?
Le città migliori in cui avviare un'attività dipendono dalle tue esigenze. Città come Milano e Bologna emergono come le più complete. Milano offre il mercato più dinamico, un alto potere d’acquisto e un ecosistema imprenditoriale molto sviluppato, mentre Bologna garantisce un ottimo equilibrio tra costi, qualità della vita e tasso di sopravvivenza delle imprese. La scelta migliore dipende comunque dal tipo di attività e dagli obiettivi: chi cerca scala e networking punterà su Milano, chi vuole stabilità su Bologna.
Qual è la città più economica in cui avviare un'attività?
Tra le opzioni più convenienti ci sono Napoli e Catania. Entrambe offrono costi di vita e di avvio significativamente più bassi rispetto al Nord Italia. Tuttavia, questo vantaggio economico è accompagnato da un contesto più complesso, con domanda più debole e tassi di sopravvivenza delle imprese inferiori. Sono quindi ideali per chi vuole minimizzare i costi iniziali ed è disposto ad accettare un rischio maggiore.
Qual è la città migliore per le startup?
La scelta più forte è Milano, considerata il principale hub italiano per startup grazie all’elevata concentrazione di investimenti, talenti e innovazione. In alternativa, anche Padova e Trento sono ottime opzioni: la prima per il mix tra ricerca e PMI, la seconda per il forte supporto pubblico e l’alta qualità della forza lavoro. Catania potrebbe anche essere una buona opzione per incentivare anche l’impiego locale e provare a ridurre la fuga di talenti.





